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Aktuell · 21.06.2026 15:45

Processo sullo scandalo finanziario libico: le famiglie delle vittime del DC-10 chiedono giustizia

Nel processo in appello riguardante il presunto scandalo finanziario libico legato alla campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy del 2007, le famiglie delle vittime dell'attentato al DC-10 del 1989 continuano a chiedere verità e giustizia.

Parigi – 21.06.2026: Nel processo in appello sul presunto scandalo finanziario libico intorno alla campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy del 2007, le famiglie delle vittime dell’attentato al DC-10 del 1989 hanno nuovamente ribadito le loro richieste di un’inchiesta completa e di giustizia. L’attentato è avvenuto il 19 settembre 1989, quando un aereo passeggeri DC-10 della compagnia aerea francese UTA è esploso sopra il Niger causando la morte di 170 persone, tra cui 54 francesi. Il governo libico sotto Muammar al-Gaddafi è stato rapidamente identificato come il mandante dell’attentato terroristico.

I familiari considerano l’attentato strettamente collegato al successivo scandalo finanziario emerso, in cui Sarkozy e altri politici francesi avrebbero ricevuto soldi dalla Libia per la campagna elettorale. Le loro testimonianze durante il processo in corso evidenziano la lunga lotta per la verità e la responsabilità. Criticano le iniziali indagini esitanti e una presunta protezione da parte delle autorità francesi.

Già nell’aprile 2026 “Le Dauphiné Libéré” ha riportato dichiarazioni commoventi dei familiari, che con grande determinazione chiedono una completa chiarificazione. A marzo “Le Parisien” riferiva che le famiglie sono ora più preparate e combattono con maggiore forza rispetto al primo processo in tribunale. Chiedono una chiara attribuzione di responsabilità per l’attentato e la fine degli intrecci finanziari.

A maggio la rivista d’informazione “L’Œil de l’info” ha criticato le posizioni difensive di Nicolas Sarkozy, che respinge con vigore le accuse. Le famiglie hanno trovato questo atteggiamento irrispettoso nei confronti della memoria delle vittime e chiedono invece un riconoscimento ufficiale dei reati. “20 Minutes” ha riportato in aprile l’ira persistente dei parenti di fronte a un lutto duraturo e alla conseguente richiesta di giustizia e chiarimenti.

Nel frattempo, sviluppi sorprendenti hanno fatto notizia: un figlio di una vittima ha incontrato un figlio dell’ex dittatore libico, cercando a titolo privato un accordo conciliativo – un’iniziativa che non conta sul sostegno del governo francese. Questo avvicinamento informale riflette la volontà di alcuni coinvolti di cercare nuove vie di riconciliazione, dopo che il percorso legale ufficiale ha avuto finora successo solo parziale.

Il processo in appello attuale mette in luce questioni chiave sulla responsabilità dei politici francesi in relazione al regime libico e al finanziamento della campagna elettorale del 2007. Dimostra quanto siano strettamente connessi gli aspetti giuridici, politici e umanitari quando si tratta di affrontare e ottenere giustizia. Le famiglie delle vittime continuano a chiedere chiarezza e sperano in una sentenza definitiva che risponda a tutte le loro domande e renda giustizia ai defunti.

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