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Aktuell · 23.06.2026 04:47

Il Parlamento Europeo approva la legislazione migratoria più severa di sempre

Il Parlamento Europeo ha adottato un regolamento che accelera il rimpatrio dei migranti senza status legale e consente l'istituzione di centri di rimpatrio fuori dall'UE.

Strasburgo – 17.06.2026: Mercoledì il Parlamento Europeo ha approvato con ampia maggioranza un nuovo regolamento sul controllo della migrazione, considerato la legislazione più severa di questo tipo nella storia dell’UE. L’obiettivo è accelerare significativamente il rimpatrio dei migranti privi di uno status legale di soggiorno. Il regolamento è stato approvato da 418 deputati, mentre 190 hanno votato contro.

Il fulcro della nuova normativa è l’introduzione dei cosiddetti “Return Hubs” – strutture che possono essere istituite in paesi terzi al di fuori dell’UE. Qui i migranti dovranno attendere il loro rimpatrio verso i paesi di origine. Questi centri possono funzionare sia come stazioni di transito per la durata delle procedure di espulsione, sia come alloggi a lungo termine senza una chiara limitazione della durata del soggiorno. I minori rifugiati non accompagnati sono esclusi dall’essere collocati in questi centri, mentre le famiglie con bambini possono essere trasferite lì.

La durata massima della detenzione per i migranti in attesa di rimpatrio viene estesa da sei mesi a fino a due anni. Inoltre, i divieti di ingresso potranno avere durata fino a dieci anni, con la possibilità di divieti a vita per le persone considerate un rischio per la sicurezza. I critici avvertono che ciò potrebbe limitare in modo massiccio i diritti dei richiedenti protezione.

La votazione in Parlamento è stata controversa. Rappresentanti dei partiti di destra hanno celebrato l’approvazione con slogan come “Rimandateli indietro”, mentre i deputati delle formazioni di sinistra hanno risposto con proteste rumorose e accuse di violazioni dei diritti umani. Il regolamento dovrà ora essere formalmente confermato dagli Stati membri dell’UE nei prossimi mesi, prima di poter entrare in vigore.

Le ragioni della riforma si basano sulla constatazione che per lungo tempo l’UE ha avuto difficoltà a rimpatriare i migranti in modo coerente e rapido. La nuova normativa mira a ridurre gli ostacoli burocratici e a esercitare una maggiore pressione sui paesi di origine per la conclusione di accordi di rimpatrio. L’istituzione dei centri di rimpatrio in paesi terzi è considerata una misura centrale per proteggere in modo più efficace i confini dell’UE e limitare la migrazione irregolare.

Organizzazioni internazionali e gruppi per i diritti umani criticano aspramente il regolamento. Temono che le durate di detenzione prolungate e i centri di rimpatrio esterni possano violare diritti fondamentali dei rifugiati e aggravare ulteriormente una situazione umanitaria già critica.

Il dibattito su migrazione e asilo rimane uno dei temi più urgenti nella politica dell’UE, soprattutto nel contesto delle sfide geopolitiche, dei flussi migratori globali e delle tensioni interne agli Stati membri. Il nuovo regolamento segna un chiaro cambio di rotta verso una politica migratoria più severa e probabilmente intensificherà ulteriormente le discussioni a livello europeo.

Fonti

  • Euronews
  • DIE ZEIT
  • WEB.DE

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