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Aktuell · 23.06.2026 04:08

Dopo la morte di Lyhanna: rapporto evidenzia errori della giustizia

Un rapporto sul caso Lyhanna mostra gravi mancanze nella gestione delle accuse precedenti contro il sospettato Jérôme Barella. Ritardi, mancato follow-up e assenza di udienze sollevano interrogativi sulla responsabilità della giustizia.

Fleurance – 23.06.2026: Il caso della 11enne Lyhanna, trovata morta il 4 giugno 2026 a Fleurance nel Dipartimento Gers, ha suscitato sdegno in Francia. Un rapporto provvisorio, pubblicato il 22 giugno 2026, mette in luce gravi errori nella gestione delle accuse precedenti contro il principale sospettato, Jérôme Barella.

Secondo il rapporto, redatto da ispettori del Ministero della Giustizia e della Gendarmeria nazionale, diversi avvertimenti riguardanti il comportamento di Barella non sono stati adeguatamente considerati. Nell’agosto 2025 la madre di una bambina di 11 anni, di nome Rosa, aveva sporto denuncia per ripetute aggressioni sessuali da parte di Barella. Sebbene la Procura di Tolosa abbia reagito rapidamente, il caso è stato trasferito alla Procura di Auch, poiché Barella risiedeva lì. In tale sede vi sono stati significativi ritardi e problemi di comunicazione, che hanno portato a mesi di inattività.

Un’altra grave accusa riguarda la scarsa gestione del caso ad Auch. Sebbene il fascicolo fosse arrivato il 10 novembre 2025, è stato registrato nel casellario giudiziario soltanto il 2 dicembre. Un errore di smistamento ha fatto sì che il caso non venisse considerato urgente. Solo dopo una chiamata della madre di Rosa il 2 dicembre il fascicolo è stato preso in carico e inoltrato al giudice competente.

La procuratrice di Auch ha impiegato più di un mese per esaminare il caso. Il 9 gennaio 2026 ha emesso un ordine formale di indagine che includeva, tra l’altro, la custodia cautelare di Barella e un esame psichiatrico. Tuttavia, il caso non è stato contrassegnato come urgente né sono stati fissati termini, come previsto dalla procedura penale francese.

Questi ritardi e errori hanno fatto sì che Barella, nonostante le ripetute accuse e i segnali di pericolo, non venisse arrestato in tempo. Questo gli ha permesso di rapire e uccidere la 11enne Lyhanna.

Il rapporto chiede ora una revisione approfondita delle procedure e un miglioramento delle risorse del sistema giudiziario per evitare simili negligenze in futuro. Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha sottolineato che le istituzioni devono assumersi la responsabilità, senza però condannare l’intero sistema giudiziario o le forze di polizia.

I risultati definitivi del rapporto sono attesi per il 5 settembre 2026. Nel frattempo la ministra della giustizia francese Christiane Taubira ha annunciato che saranno esaminati tutti i 70.000 casi non ancora gestiti di abusi sessuali su minori. Questa misura ha già portato a 134 arresti in due settimane.

La tragedia di Lyhanna ha aperto in Francia un ampio dibattito sull’efficacia e la responsabilità delle autorità giudiziarie. Si spera che le riforme e le revisioni annunciate conducano a un futuro migliore per la protezione dei bambini.

Fonti

  • Le Monde
  • La Tribune
  • AFP

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